Vulvovaginite in gravidanza
  • Cos’è la vulvovaginite? 

La vulvovaginite, conosciuta anche come vaginosi batterica, è un problema che può colpire le donne nel corso della loro vita e che generalmente si risolve con una cura adeguata. Essa, però, può colpire anche durante la gravidanza e questo fatto potrebbe comportare anche gravi conseguenze, infatti fa aumentare l’ipotesi di parto prematuro, mettendo a rischio l’incolumità sia del bambino che della madre.

Precauzioni per evitare la vulvovaginite in gravidanza

Come abbiamo visto, il rischio di parto prematuro è piuttosto alto nei casi in cui la donna sviluppi  la vulvovaginite in gravidanza. Diventa quindi di fondamentale importanza adottare delle precauzioni, per evitare di contrarre questa brutta infezione acarico dell’apparato genitale femminile, soprattutto nei casi in cui la donna si trovi in uno stato interessante, questo per evitare seri rischi sulla salute sia del bambino che della mamma.

vulvovaginite e gravidanza Sebbene la presenza di batteri cosiddetti “buoni” per la salute femminile in quelle determinate zone è scientificamente provata, il problema potrebbe subentrare nel momento in cui viene a mancare l’equilibrio tra loro, sfociando appunto in un’infezione.
Un campanello d’allarme potrebbe essere un cattivo odore proveniente dai genitali, il quale sarebbe sintomo di un’infezione in corso. Per verificare l’esistenza di questo problema è sufficiente sottoporsi a un test, per controllare l’eventuale presenza in eccesso di un batterio: la Gardnerella Vaginalis.

L’esame in questione è il cosiddetto fish-test, anche noto come sniff-test. La vulvovaginite quindi non è un’infezione causata dall’ingresso di germi esterni nel corpo femminile, come accade generalmente, ma da uno squilibrio, che si verifica per la formazione di un eccesso di Gardnerella Vaginalis, già presente all’interno dell’apparato genitale femminile.

Una delle cause accertate dalla scienza è la variazione dell’acidità presente nella vagina. Quando il PH sale, sia assiste quindi a un possibile aumento di Gardnerella, che di solito è presente in piccola quantità.
L’importanza quindi di mantenere il giusto PH è fondamentale per evitare di sviluppare la vulvovaginite. Durante la gravidanza è necessario misurare regolarmente questo valore, assicurandosi che non salga. Il PH vaginale infatti deve essere sempre inferiore a 4,5, perché il suo aumento può comportare il rischio di aborto, di parto prematuro e anche di un peso particolarmente basso del bambino, al di sotto dei 2,5 kg.
Questo rischio deriva sia dall’aumento di Gardnerella Vaginalis, sia dalla diminuzione dei Lattobacilli, importanti nel contrasto delle infezioni. L’insieme dei due fattori potrebbe infatti provocare una lesione delle membrane amniotiche, con conseguente rottura.

Come si Cura?

Nei casi in cui invece sia troppo tardi e si sia già riscontrata la presenza della vulvovaginite, allora si dovrà ricorrere a una cura di antibiotici e di farmaci adatti a riequilibrare l’ecosistema vaginale.